Una canzone contro la violenza domestica

2 OTT 15
Ultimo aggiornamento: 17:21 | 15 GIU 26
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“Questa canzone vuole essere un grido di protesta per convincere quelle donne che spesso si giustificano dicendo: lui mi vuole bene anche così, è il suo modo di dimostrarmelo, a urlare basta”. Così Arianna Vitale descrive il concept di Non chiamarlo amore. Un brano molto sofferto che sta segnando un punto di svolta per la “mamma rock” di Montodine che si sta trasformando in una cantautrice di spiccata sensibilità .
“Si tratta di una canzone che non parla di una violenza strettamente fisica”, racconta Arianna, “ma di una forma forse ancor più subdola perché non evidente. Una violenza che fa leva sull’insicurezza e sul troppo amore che alle volte rende una donna talmente succube del proprio uomo da cadere in un circolo vizioso difficile da spezzare”.
Dietro al brano c’è tutto un nuovo progetto in fase di partenza, “una partenza che ha bisogno della collaborazione di tutti, per questo ci stiamo muovendo per cercare nuove collaborazioni e sponsor”, sottolinea Arianna. All’associazione Donne contro la violenza andranno i proventi della vendita del cd singolo, realizzato e distribuito durante i concerti che la cantautrice terrà a partire dal febbraio 2016.
Dopo un esordio “in solitaria” Arianna ha alfine messo assieme un agguerrita band che la accompagnerà in questo progetto e nei concerti avvenire, composta da Maurizio Francesco Cremaschi alla batteria, Renato Latella al basso, Gianfranco Fraguglia alle tastiere e Daniele Messi alla chitarra.
Come detto Arianna sta coinvolgendo più realtà possibili nel proseguo del progetto, le istruzioni su come partecipare le si trovano sul suo sito, www.ariannavitale.com, nella sezione news.