Il futuro è analogico?

20 NOV 14
Ultimo aggiornamento: 15:20 | 16 MAG 25
Immagine di Il futuro è analogico?
Vi ricordate quando andavamo a far sviluppare le foto al supermercato, c'erano i rullini e non i cellulari in grado di fotografare? Si chiamava “fotografia analogica”. Quasi tutti al giorno d'oggi lodano la fotografia digitale perché offre molti vantaggi: la possibilità di vedere immediatamente il proprio scatto, di visualizzare e memorizzare sul computer e sulla TV le proprie foto, di modificarle tramite programmi come GIMP o Photoshop o qualche app per smartphone e tablet. Eppure esperimenti fatti non molto tempo fa dimostrano che dal punto di vista visivo il digitale ha peggiorato la qualità della fotografia. La pellicola infatti offre molte più sfumature di colore e di luce rispetto al digitale e quindi una maggior sensazione di realtà e di profondità. Molti esperti ritengono che il fatto di non poter vedere immediatamente la fotografia scattata non è uno svantaggio della pellicola, bensì un punto a favore. Infatti questo fa si che chi scatta la foto è costretto ad usare maggiormente la testa, sia per ciò che riguarda il lato tecnico sia quello dell'immaginazione. Prova di ciò è il fatto che le maggiori scuole di fotografia facciano fare largo uso della pellicola ai loro allievi. In effetti la fotografia nasce dalla testa e dal cuore, spingere un pulsante non è l'inizio del processo, ma la sua conclusione. A chi considera l'uso della pellicola un'attività vecchia e senza più senso chiedo: “come mai nell'era dei forni elettrici la pizza più buona e apprezzata rimane sempre quella cotta nel forno a legna?”. Non bisogna escludere ne il digitale ne  la pellicola, ciascun metodo ha vantaggi che l'altro non ha. Sicuramente il digitale andrebbe utilizzato quando si deve scattare in fretta, la pellicola quando si ha molto tempo per scattare con calma e concentrarsi sul risultato finale.