Andavamo alla «Bissolati»

«Sono Cesare Mozzi, abito in Viale Po, sono pensionato e ho 83 anni. In queste mie foto eravamo nel 1944-45, durante l’ultima fase della guerra, alla Bissolati. Questa Società canottieri nacque come una costola della Baldesio, nacque da una scissione. A quell’epoca il fiume passava proprio davanti alla Bissolati, passava dove adesso c’è il vialetto d’ingresso. Quando ero bambino c’era solo un cancello che dava direttamente sul Po. Era tutto fiume. A quei tempi l’attività principale era la barca, la veneta. Mi ricordo che alla Società canottieri c’era un barettino semi-circolare retto da due coniugi, ma detto “Il bar della Foscola”, perché la proprietaria si chiamava così.
«C’era poi una scritta di Roberto Farinacci, il ras fascista di Cremona, dove Leonida Bissolati era definito “Cavaliere dell’Ideale.” Me lo ricordo benissimo e a volte mi viene in mente perché un collegamento ideologico tra i primi gruppi fascisti e Bissolati, c’è stato certamente, dato che sia i fascisti sia quel capo socialista erano stati interventisti nel 1914-1915. Ed è per questo che Farinacci chiamò Bissolati “Il Cavaliere dell’Ideale”.
«Per accedere alla Società bisognava...
«C’era poi una scritta di Roberto Farinacci, il ras fascista di Cremona, dove Leonida Bissolati era definito “Cavaliere dell’Ideale.” Me lo ricordo benissimo e a volte mi viene in mente perché un collegamento ideologico tra i primi gruppi fascisti e Bissolati, c’è stato certamente, dato che sia i fascisti sia quel capo socialista erano stati interventisti nel 1914-1915. Ed è per questo che Farinacci chiamò Bissolati “Il Cavaliere dell’Ideale”.
«Per accedere alla Società bisognava...
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