
La laurea a Parma nel 1970, i primi anni da ortopedico, prima dell’esperienza in direzione sanitaria. Nell’arco della sua carriera, Claudio Mancini, oggi in pensione, ha potuto assistere all’evoluzione della professione grazie a un punto di osservazione privilegiato avendo potuto lavorare nel pubblico ma anche nel privato e nelle cooperative che operano nel campo della sanità.
Come è avvenuto il suo passaggio in Direzione Sanitaria?
«Ho iniziato a lavorare come ortopedico perché, non avendo particolari propensioni, era un momento di difficoltà economica per la mia famiglia e in questo modo sono potuto entrare come tirocinante nel nuovo ospedale di Cremona. Dopo una decina d’anni ho compiuto una brusca virata entrando in direzione sanitaria dell’ospedale di Cremona come vicedirettore, un ambiente a cui mi ero avvicinato per ragioni complesse e in virtù della mia attività sindacale. Dopodiché, sono subentrato come ds facente funzione a meno di 40 anni per poi essere confermato nel ruolo»...
«Ho iniziato a lavorare come ortopedico perché, non avendo particolari propensioni, era un momento di difficoltà economica per la mia famiglia e in questo modo sono potuto entrare come tirocinante nel nuovo ospedale di Cremona. Dopo una decina d’anni ho compiuto una brusca virata entrando in direzione sanitaria dell’ospedale di Cremona come vicedirettore, un ambiente a cui mi ero avvicinato per ragioni complesse e in virtù della mia attività sindacale. Dopodiché, sono subentrato come ds facente funzione a meno di 40 anni per poi essere confermato nel ruolo»...
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