
Anna Maria Cristiani, ostetrica, ha recentemente partecipato al convegno “Salute partecipata e case della comunità: valori e paradigmi sociali” svoltosi a Palazzo Marino a Milano. Punto di riferimento per le ostetriche cremonesi, Cristiani parla di come potrebbe cambiare la professione.
Quali sono i principali elementi emersi da questo convegno?
«L’ordine degli assistenti sociali è stato lungimirante nell’indire questo convegno che ha visto la partecipazione di numerosi esponenti politici e dei rappresentanti di tutte le professioni sanitarie. L’obiettivo è quello di innovare il principio di salute che cerca di portare il paziente al centro. Uno dei punti fondamentali è anche la comunità, intesa come territorio. Veniamo da anni in cui abbiamo visto quanto la situazione fosse critica, in cui tutta la salute si riferiva ad andare in ospedale con la pandemia che ha scatenato le criticità elevate: la popolazione si sarebbe dovuta curare sul territorio, non nelle strutture ospedaliere che sono implose quando non hanno tenuto il carico. Quello di riportare al territorio l’attenzione alla salute è un progetto ambizioso, che presenta certamente delle criticità nella messa in opera, ma in cui bisogna credere»...
«L’ordine degli assistenti sociali è stato lungimirante nell’indire questo convegno che ha visto la partecipazione di numerosi esponenti politici e dei rappresentanti di tutte le professioni sanitarie. L’obiettivo è quello di innovare il principio di salute che cerca di portare il paziente al centro. Uno dei punti fondamentali è anche la comunità, intesa come territorio. Veniamo da anni in cui abbiamo visto quanto la situazione fosse critica, in cui tutta la salute si riferiva ad andare in ospedale con la pandemia che ha scatenato le criticità elevate: la popolazione si sarebbe dovuta curare sul territorio, non nelle strutture ospedaliere che sono implose quando non hanno tenuto il carico. Quello di riportare al territorio l’attenzione alla salute è un progetto ambizioso, che presenta certamente delle criticità nella messa in opera, ma in cui bisogna credere»...
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