Vaccino, un’occasione da non perdere

1 GEN 21
Ultimo aggiornamento: 17:24 | 16 MAG 25
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Conoscenze, tempo di realizzazione, tecnologia, sperimentazione, composizione del vaccino e possibili effetti collaterali. Il professor Giovanni Di Perri, direttore della clinica di Malattie infettive all’Amedeo di Savoia di Torino, analizza nel dettaglio tutti questi aspetti e ci porta alla conclusione che è un’occasione che non possiamo perdere. Poi, ognuno può continuare ad avere dubbi personali - e abbiamo visto che le domande non finiscono mai - ma gli argomenti centrali sono tutti affrontati con chiarezza. La lezione sul vaccino è un video pubblicato dal quotidiano La Stampa di Torino la scorsa settimana. Sull’andamento della pandemia e sull’approccio ai vaccini, il nostro giornale aveva già intervistato il professor Di Perri nel mese di ottobre.
Le informazioni. Il ricercatore chiarische i primi punti con poche frasi. La domanda è: come mai si è arrivati ad un vaccino in meno di un anno mentre, normalmente, il percorso ne richiede almeno 5 e in casi limite, fino a 15? «Un vaccino deve essere progettato sulla base delle conoscenze del germe del virus che si vuole combattere. Siamo fortunati, tra virgolette, perché queste informazioni le avevamo già. Ci sono state date dagli studi sulle epidemie dei parenti di questo virus: la prima Sars che è datata 2003 e la Mers, una grave patologia alle vie respiratorie che è ancora in corso in Arabia».
La tecnologia. I passi avanti nella tecnologia di costruzione di un vaccino sono stati notevoli, oggi è più rapida e più leggera. Di Perri fa un esempio pratico: pensate all’auto che ha comprato vostro padre 40 anni fa e quella che state per comprare. Il cruscotto, da solo, dà un’idea della differenza...
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