«Un cervello virtuale per curare l'Alzheimer e l'epilessia»

19 FEB 20
Ultimo aggiornamento: 19:07 | 16 MAG 25
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«Un computer merita d’essere definito intelligente se può ingannare un uomo, facendogli credere di essere umano». Così affermava il matematico Alan Turing, uno dei padri dell’intelligenza artificiale. Chissà cosa direbbe oggi se sapesse di aver anticipato con una battuta il futuro delle neuroscienze e le loro nuove potenziali applicazioni. Ne abbiamo parlato con il professor Egidio d’Angelo, scienziato cremonese e docente ordinario di Fisiologia presso il Dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento dell’Università di Pavia. Dal 2013 è Principal Investigator e membro della Direzione Scientifica del progetto di ricerca europeo “Human Brain Project”, che indaga il funzionamento del cervello umano e punta ad aggiornare le teorie scientifiche finora in vigore. L’attività sperimentale spazia dallo studio delle connessioni alla memoria, fino alla teorizzazione di modelli in grado di replicare con buona approssimazione l’architettura e le dinamiche cerebrali. Una porta spalancata sul futuro e su scenari finora immaginati solo nei film di fantascienza, ma accessibili grazie alle competenze e alla passione per la ricerca, alle prese con i limiti di una realtà nazionale non sempre favorevole al suo sviluppo...
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