Rianimazione “aperta”, la nuova frontiera

17 MAR 19
Ultimo aggiornamento: 18:52 | 16 MAG 25
Immagine di Rianimazione “aperta”, la nuova frontiera
Porte chiuse dietro cui si agitano ombre frenetiche, il silenzio rotto solo dai sospiri carichi d’angoscia dei familiari in attesa, il lento trascorrere del tempo scandito dal ticchettio degli orologi, i luminosi diagrammi disegnati dalle macchine, suoni, luci, panche fredde. Sono le immagini che ricorrono quando pensiamo ad un reparto di terapia intensiva, dove l’estremo tentativo di sottrarre una vita alla morte si scontra con le leggi della natura, con gli affetti più intimi, con la speranza e la lacerazione della perdita. Dove un’insormontabile barriera di incomunicabilità separa l’esasperato tecnicismo della cura dall’empatia umana per la condivisione del dolore. All’Ospedale di Cremona, però, la terapia intensiva è “aperta”. Che non significa solo “porta aperta”...
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