
Emilio Carelli, deputato cremasco eletto nel Movimento 5 stelle e oggi politico di spicco in Coraggio Italia di Toti e Brugnaro, è alla sua prima elezione di un presidente della repubblica. Ma diverse ne ha seguite da giornalista, prima sulle reti Fininvest, poi a Sky tg24, testata della quale è stato fondatore. Esattamente 2 mesi fa, dopo la Leopolda di Firenze, aveva auspicato che i vari movimenti si collegassero tra loro partendo dai punti condivisi in modo da contare di più. Aveva anche definito “divisiva” la candidatura di Berlusconi e auspicato una convergenza su Draghi, la cui utilità al Quirinale sarebbe risultata maggiore rispetto a quella di Palazzo Chigi. Ora, prendendo atto che le piccole isole restano distanti e non sembrano aver l’intenzione di formare un arcipelago, gli altri punti restano fermi e si traducono in un no a Berlusconi e in un invito a Draghi.
Onorevole Carelli, la candidatura di Berlusconi potrebbe essere divisiva ma accende il dibattito. Con Sgarbi telefonista, c’è anche un tocco di colore. Ma ha reali possibilità di farcela, a suo avviso?
«Noi riteniamo che il presidente della Repubblica debba rappresentare l’unità della nazione. Se ci fosse un accordo tra tutti i partiti su Berlusconi lo voteremmo, ma i veti di Pd, Leu e Movimento 5 Stelle sono noti»...
«Noi riteniamo che il presidente della Repubblica debba rappresentare l’unità della nazione. Se ci fosse un accordo tra tutti i partiti su Berlusconi lo voteremmo, ma i veti di Pd, Leu e Movimento 5 Stelle sono noti»...
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