Il Vescovo Dante Lafranconi: «E' ancora Natale, con coraggio»

Nei momenti difficili bisogna riscoprire il valore della solidarietà, rompendo il muro dell’egoismo che ci isola dagli altri. Una sfida che i cristiani devono lanciare al mondo. E’ l’invito del vescovo di Cremona Dante Lafranconi, in occasione del Santo Natale.
Anzitutto quale messaggio vuol far giungere a tutti i cremonesi per questo Natale?
Sono convinto che dobbiamo abitare con più coraggio e con più speranza il futuro. La crescente secolarizzazione, ma anche un certo individualismo e consumismo esasperati hanno imprigionato i nostri desideri in orizzonti limitati, impedendoci di guardare oltre, di fare progetti importanti, di aspirare a cose grandi. Questo quadro sociale mi sembra suffragato anche da alcuni preoccupanti indicatori come l’incremento del gioco d’azzardo, l’abbandono scolastico dinanzi alle prime difficoltà, la persistente diffusione di droga e alcool, la ricerca continua dello sballo e di una sessualità sfrenata, la facilità con cui si rompe il patto coniugale, il persistente numero di aborti volontari, sono chiari indicatori di questa mentalità. La sfida per i cristiani è seguire e annunciare un Dio che non offre risposte facili e immediate!
Sono convinto che dobbiamo abitare con più coraggio e con più speranza il futuro. La crescente secolarizzazione, ma anche un certo individualismo e consumismo esasperati hanno imprigionato i nostri desideri in orizzonti limitati, impedendoci di guardare oltre, di fare progetti importanti, di aspirare a cose grandi. Questo quadro sociale mi sembra suffragato anche da alcuni preoccupanti indicatori come l’incremento del gioco d’azzardo, l’abbandono scolastico dinanzi alle prime difficoltà, la persistente diffusione di droga e alcool, la ricerca continua dello sballo e di una sessualità sfrenata, la facilità con cui si rompe il patto coniugale, il persistente numero di aborti volontari, sono chiari indicatori di questa mentalità. La sfida per i cristiani è seguire e annunciare un Dio che non offre risposte facili e immediate!
Questo si prefigura come uno dei Natali più difficili per la nostra provincia e per l’Italia intera, alle prese con una crisi economica senza precedenti. Cosa si sente di dire a queste persone in occasione di un appuntamento così significativo come il Natale?
Mi hanno colpito fortemente i dati che accompagnano la nuova campagna contro la fame del mondo di Caritas Internationalis. In Italia, non nel terzo mondo, ci sono circa quattro milioni di persone in povertà alimentare, che si rivolgono quotidianamente a 15 mila strutture per chiedere pasti o beni alimentari. Le sole Caritas diocesane promuovono 111 mense sociali, che distribuiscono un milione e mezzo di pasti l’anno. Chi l’avrebbe mai detto qualche anno fa? A queste persone dico che la Chiesa è accanto al loro disagio, non solo con la preghiera e l’affetto più sincero, ma con le sue risorse, con opere e iniziative varie, con tanti volontari. Ma è soprattutto a chi sta bene che chiedo di vivere un Natale sobrio per condividere la festa con chi è povero.
Mi hanno colpito fortemente i dati che accompagnano la nuova campagna contro la fame del mondo di Caritas Internationalis. In Italia, non nel terzo mondo, ci sono circa quattro milioni di persone in povertà alimentare, che si rivolgono quotidianamente a 15 mila strutture per chiedere pasti o beni alimentari. Le sole Caritas diocesane promuovono 111 mense sociali, che distribuiscono un milione e mezzo di pasti l’anno. Chi l’avrebbe mai detto qualche anno fa? A queste persone dico che la Chiesa è accanto al loro disagio, non solo con la preghiera e l’affetto più sincero, ma con le sue risorse, con opere e iniziative varie, con tanti volontari. Ma è soprattutto a chi sta bene che chiedo di vivere un Natale sobrio per condividere la festa con chi è povero.
Secondo lei nei momenti difficili come questo la gente dimostra di ritrovare quella solidarietà senza la quale è impossibile superare questa delicata contingenza?
I cremonesi, in genere, hanno un cuore davvero grande: soprattutto nei momenti di difficoltà danno il meglio di sé. Ma questa, mi sembra, sia l’indole di tutti gli italiani: pensiamo a come era il nostro Paese dopo la seconda guerra mondiale e che cosa è diventato in seguito. Tutto ciò è stato possibile grazie alla laboriosità della nostra gente, ma anche alla capacità di lavorare insieme e di aiutarsi l’uno con l’altro. Certo...
I cremonesi, in genere, hanno un cuore davvero grande: soprattutto nei momenti di difficoltà danno il meglio di sé. Ma questa, mi sembra, sia l’indole di tutti gli italiani: pensiamo a come era il nostro Paese dopo la seconda guerra mondiale e che cosa è diventato in seguito. Tutto ciò è stato possibile grazie alla laboriosità della nostra gente, ma anche alla capacità di lavorare insieme e di aiutarsi l’uno con l’altro. Certo...
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