Quanto ci piace il “nuovo” Muti, bandiera della cultura italiana
Nuovo appuntamento con la rubrica L'altro violino
Roberto Codazzi
01/09/2025

Solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione”: è una massima del poeta statunitense James Russell Lowell che spesso viene tirata in ballo nei dibattiti televisivi dai politici italiani, i quali com’è noto le idee le cambiano spesso. Ultimamente, non senza sorpresa, riscontro che la medesima filosofia è stata sposata anche dal più celebre direttore d’orchestra italiano, Riccardo Muti, che potrà essere simpatico o antipatico ma di sicuro è più serio e coerente della maggior parte dei nostri politicanti. Tuttavia mi avevano stupito le sue frasi dopo i concerti tenuti lo scorso giugno a Lucca e all’Arena di Verona per il centenario di Puccini e per il riconoscimento del canto lirico quale patrimonio dell’umanità, quando il maestro aveva affermato che il gesto del direttore deve essere il più sobrio possibile e che il suo compito è quello di disturbare il meno possibile l’orchestra, piuttosto che ergersi a “kaiser” della stessa....
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